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Street Art in Bangkok: una galleria a cielo aperto – parte 1

Potrà sembrare follia, ma a me Bangkok ricorda Berlino. Non per il clima, siamo agli antipodi, e nemmeno per l’architettura che qui è verticale e non porta le cicatrici di una guerra che l’ha letteralmente spezzata in due. No, sto parlando dell’energia che fa vibrare entrambe le città; dell’aria rivoluzionaria che le permea; della bellezza decadente, mutilata, propria del loro tessuto urbano. Si ha spesso l’impressione che qualcosa stia accadendo, che una rivoluzione possa scoppiare da un momento all’altro, che da dietro l’angolo possa sbucare un personaggio storico materializzatosi da un altro tempo. Non mi stupirei di imbattermi in Napoleone, in Lenin, in Bukowski, in Annibale alla conquista della città con al seguito la sua schiera di elefanti. Gli elefanti, ecco cosa connette le 2 città. Entrambe hanno i propri: giganti, colorati, sottosopra. No, non sono impazzito del tutto, sto parlando dei C A P O L A V O R I di street art rispettivamente di Roa a Bangkok e S.Y.R.U.S a Berlino.

roa s.y.r.u.s bangkok berlin street art
A sinistra il lavoro di Roa a Bangkok, a destra quello di S.Y.R.U.S a Berlino

Sì, perchè Bangkok negli ultimi anni si è imposta come la mecca della street art in Asia come Berlino lo è in Europa. Questa forma d’arte nata nemmeno 20 anni fa è una forma d’arte “border line”, spesso illegale (realizzata senza permesso), utilizzata come critica verso la società, verso la proprietà privata, come metodo per riappropriarsi della città, degli spazi pubblici. Una forma d’arte caduca, probabilmente estemporanea, che sfugge al sistema istituzionale dei musei e parla direttamente alla gente comune senza alcun filtro. Una forma d’arte spesso non compresa perchè gioca sullo stesso terreno del vandalismo. Chiunque può prendere una bomboletta e fare una scritta su un muro, così come chiunque può prendere un pennello e tentare di dipingere Guernica, ma solo il genio riesce nell’impresa di realizzare un’opera immortale o di arricchire un logo pubblico invece che imbrattarlo.

Il festival che ha contribuito maggiormente alla diffusione della street art a Bangkok è stato il BUKRUK Urban Arts Festival che si è tenuto nel 2013 e nel 2016 e che in 10 giorni ha trasformato per sempre alcune zone della città, creando un ponte virtuale fra Asia ed Europa grazie agli artisti che sono stati invitati.

Bukruk Bangkok

 

Alla direzione artistica Myrtille Tibayrenc (Francese classe 1980, a Bangkok dal 2006, fondatrice del Toot Young Art center nel 2010), insieme a Nicolas Dali e all’appoggio di Jeremy Opritesco, dell’Ambasciata Francese.

Myrtille Tibayrenc bukruk bangkok
Myrtille Tibayrenc, direttrice di Bukruk

Sentivo che l’arte portata a livello pubblico era qualcosa che mancava nella scena artistica di Bangkok di quel periodo”, mi racconta. “La maggior parte dei progetti erano creati dal governo e avevano un mood conservatore e una mancanza di apertura verso il resto del mondo. Probabilmente, il messaggio che volevo mandare era proprio indirizzato alle autorità Thailandesi, affinchè si muovessero verso progetti più dinamici, avvincenti e sociali. L’arte è per tutti.

La Thailandia è un paese abbastanza conservatore. Le domando quanto sia stato difficile riuscire a convincere il governo a sposare un progetto così innovativo che comprendeva una forma d’arte non propriamente istituzionale. Myrtille racconta che grazie all’appoggio di tutte le ambasciate Europee, finalmente, nella seconda edizione del 2016, il TAT (Tourism Authority of Thailand) ha supportato il progetto e concesso gli spazi necessari per rendere il progetto quello che poi è diventato.

Gli spazi sono stati scelti attorno alla location dell’esposizione centrale e volevamo che fossero tutti a distanza di passeggio o al massimo di bicicletta.” Per scegliere gli artisti “abbiamo fatto ricerche online, stilato una lista e quindi l’abbiamo ridotta tenendo i migliori. Abbiamo quindi creato un link estetico fra tutti questi artisti facendo una selezione ulteriore e arrivando a quella che è stata la lista finale”.

Bangkok è una città particolare, dove modernità e tradizione vivono fianco a fianco, a volte scontrandosi. Chiedo quindi a Myrtille come abbia reagito la gente locale e invece le istituzioni osservando questo cambiamento. “Tutti hanno accolto il progetto con grande gioia, soprattutto la gente locale. Qualcuno mi ha detto tutto questo ha migliorato il turismo e quindi i mezzi di sussistenza dei quartieri interessati.” Anche gli intellettuali e i media sono stati contenti “abbiamo avuto numerosi articoli, sia su testate locali che internazionali. Ci siamo incontrati con tantissima gente coinvolta in progetti per rendere la città più creativa, conservare il patrimonio culturale e promuovere un turismo più responsabile.

bukruk bangkok

Uno dei punti focali era quello di creare un ponte fra Europa ed Asia e a mio avviso il festival ci è riuscito in pieno. Quando mi muovo attraverso i quartieri adornati dai graffiti, vedo Berlino, Milano, Parigi. Inoltre vi sono artisti che vengono apposta da tutto il mondo per lavorare a Bangkok inserendo i loro lavori in un contesto di alto prestigio, come per esempio Gerard Gademann, la quale intervista uscirà nel prossimo articolo dedicato alla Street Art di bangkok. Ed ora?E’ tutto finito? Che altri progetti ha in ballo Myrtille?

“Ho recentemente aperto un nuovo spazio artistico a Chiang Mai per promuovere gli artisti locali e organizzare un programma di residenze, il Toot Yung Art Center Mae Rim. Con il mio compagno Nico abbiamo organizzato diversi progetti pubblici sotto l’identità di Bukruk. Per esempio abbiamo invitato 10 artisti, metà europei e metà Thailandesi per dipingere gli ombrelli posizionati sulla Siam skywalk, fra Siam Discovery e l’MBK. Abbiamo disposto un’installazione fantastica nella stazione di Chatuchak, all’uscita numero 4, realizzata da Rukkit, artista Thailandese, e ora stiamo lavorando per una installazione indoor realizzata dall’artista Olandese Daan Botlek per il Mercury Ville”.

Bukruk siam link bangkok
Gli ombrelli dipinti sul Siam Link

Insomma, la scintilla è scoccata e l’arte sta invadendo le strade e i luoghi pubblici della nazione. In attesa di nuovi avvenimenti non ci resta che goderci i capolavori esistenti, osservarli con attenzione e riflettere sull’effetto che hanno su di noi e su come l’arte possa farci vivere meglio creando ponti, connessioni, ricchezza e cultura.

Bukruk festival collage
un collage con alcuni lavori eseguiti durante il Bukruk.

Contacts:
Bukruk Official Website
Myrtille Tibayrenc Official Website
TAT – Office of Tourism

 

Le aree e i lavori di BUKRUK:

SAPHAN TAKSIN STATION

Dan Botlek Saphan Taksin bukruk bangkok street art graffiti
Dan Botlek – Saphan Taksin Bts
Dan Botlek Saphan Taksin bukruk bangkok street art graffiti
Dan Botlek – Saphan Taksin – particolare

CHAROEN KRUNG

Charoen Krung è il nome della lunghissima via che corre parallela al Chao Phraya, da Asiatique fino a Rattankosin. Quello che interessa a noi sono però i soi, le piccole vie laterali e in particolare:

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Alex face bukruk bangkok street art graffiti
Alex face, uno degli artisti più iconici di tutta la Thailandia.
Bonus TMC graffiti street art bangkok bukruk
Bonus TMC masterpiece
Bonus TMC graffiti street art bangkok bukruk
Bonus TMC, artista Thailandese
Lolay graffiti street art bangkok bukruk
Lolay (Thailand)

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Uno dei lavori più stupefacenti è quello di Vhils, Portoghese classe 1987, il quale non dipinge il muro, ma lo corrode con varie tecniche (fra cui anche l’esplosivo) estraendo la sua opera d’arte dai diversi strati del supporto. Commovente il risultato.

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Vhils (Portugal)
Vhils graffiti street art bangkok bukruk
Vhils (portugal)
Sten & Lex graffiti street art bangkok bukruk
L’opera degli italiani Sten & Lex

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Daehyun Kim Korea bukruk bangkok graffiti street art
Daehyun Kim (Korea)
Bon graffiti street art bukruk bangkok
Bon (Thailand)
Saddo graffiti street art bukruk bangkok
Saddo (Romania)

CHINATOWN

Qui in Chinatown le opere si fanno più ridotte e assumono uno stile quasi più fanciullesco.  Spesso si integrano con oggetti fisici già presenti o si nascondono dietro vasi o piante. Chinatown è grande e la zona migliore per vedere queste opere è lungo Soi Wanit 2

SONG WAT

Appena usciti da Soi Wanit si entra in Song Wat che si distingue per i suoi 3 grandissimi lavori.

Aitch graffiti street art bukruk bangkok
Aitch (Romania)
Roa graffiti street art bukruk bangkok
Roa (Belgio)
Aryz graffiti street art bukruk bangkok
Aryz (Spain)

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I Graffiti che adornano le vie di Bangkok non finiscono qui! Scopri tutto nella seconda parte dell’articolo

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