Suvarnabhumi airport

L’aeroporto di Suvarnabhumi: Cobra, Fantasmi e Oro

Il suo codice aeroportuale è BKK. Ha potuto vantare la torre di controllo più alta del mondo (132 metri) fino al 2014 (quando quei furbastri dei malesi ne hanno costruita una di 133 metri!) e con i suoi 563.000 metri quadrati è il quinto terminal più ampio del mondo. Nel 2012 ha ospitato 53 milioni di passeggeri in transito ed è stato il luogo più fotografato sul famoso social media Instagram.
L’aeroporto non si trova nella provincia di Bangkok, ma in quella di Samut Prakan, a una quarantina di chilometri a sud-est della splendente capitale thailandese. Questa zona un tempo era conosciuta come la palude dei cobra! Che, a essere sinceri, non è un nome molto rassicurante…

Suvarnabhumi airport

I lavori di costruzione iniziarono nel 2001 ma, oltre ai problemi di corruzione nell’assegnazione degli appalti che videro coinvolto l’allora primo ministro Thaksin Shinawatra, essi subirono un brusco rallentamento quando si scoprì che l’aeroporto stava venendo edificato sul sito di un antico cimitero.
I thailandesi, come d’altronde quasi tutte le popolazioni del sud est asiatico, sono superstiziosissimi e dopo essere venuti a conoscenza di questa notizia, gli operai cominciarono ad avvistare fantasmi aggirarsi per il cantiere.
In Asia c’è poco da scherzare quando si parla di certi argomenti, ci sono migliaia di storie e leggende su fantasmi e spiriti. Alcuni sono buoni, altri meno…e poi ci sono quelli davvero malvagi. Queste entità paranormali devono essere obbligatoriamente venerate o temute. Una volta un giovane albergatore italiano – che dopo aver mollato tutto in Italia si era trasferito a vivere in Cambogia aprendo una piccola pensioncina vicino alla spiaggia – mi disse: “In Asia anche gli occidentali devono fare i conti con gli spiriti. Altrimenti non verrai mai a capo di nulla!”.
Nel sud est asiatico ogni abitazione, strada, piazza, parco, negozio ha un angolo dedicato ad ospitare un tempietto votivo al quale vengono elargite offerte quotidiane costituite da incensi, fiori, frutta, riso…nei tempi moderni però si è aggiunta una nuova immancabile, onnipresente offerta: la Fanta alla fragola! Saranno stati gli spiriti ad aver addolcito i loro gusti tradizionali o è stata una geniale trovata della multinazionale “Coca cola” per aumentare il fatturato!? Pare che la Thailandia sia il quarto importatore di bibite gasate della multinazionale, sorpassando Cina e Stati Uniti… ma questa è un’ altra storia.

fanta shrine

L’amministrazione dell’aeroporto di Suvarnabhumi dovette inventarsi alla svelta qualcosa per riuscire a far riprendere serenamente il lavoro agli operai, allontanare le negatività, gli spiriti malvagi e terminare la costruzione. Il 23 settembre 2005 vennero chiamati 99 monaci buddisti che per un intero giorno cantarono e pregarono ininterrottamente le loro litanie al fine di placare agli spiriti del vecchio cimitero. E così il problema fu risolto!

Il 28 settembre 2006 l’aeroporto fu ufficialmente inaugurato da sua Maestà Re Bhumibol Adulyadej e battezzato col nome di “Suvarnabhumi” (pronuncia italiana: suwannaphum), che in sanscrito significa “Terra dell’Oro”.
Questo nome compariva già su documenti indiani, cinesi e greco-romani risalenti a oltre 2000 anni fa, che menzionano una terra situata ad oriente dell’India alla quale furono dati vari nomi, tutti significanti “Terra dell’Oro” per la fertilità dei terreni, per la mitezza del clima e la presenza di risorse minerarie tra cui giacimenti d’oro. Il termine veniva utilizzato per definire tutta la regione del Sudest asiatico continentale fino alla penisola malese e alle isole indonesiane. Quel che però è certo è che l’area dove oggi sorge Bangkok non ne faceva parte dal momento che allora si trovava sotto il livello del mare.

Suvarnabhumi Airport

Suvarnabhumi airport
Gli splendidi corridoi, disegnati dalla matita dell’architetto Helmut Jahn, collegano il terminal ai punti di imbarco/sbarco passeggeri e sono costituiti da enormi strutture tubolari in vetro e tensostrutture a tre strati di membrane altamente tecnologiche che servono a proteggere le persone dai forti raggi solari tropicali e dal rumore dei motori dei jet.
Anche se si arriva stanchi e inebetiti dopo 14 ore di volo internazionale, non si può rimanere indifferenti a una tale bellezza e armonia architettonica.
Il viaggio alla scoperta della splendida “Terra dell’Oro” inizierà a sorprendervi fin dal primo passo che farete all’interno del suo meraviglioso aeroporto

(scopri la pista ciclabile che corre lungo tutto il perimetro del Suvarnabhumi in questo articolo)

Suvarnabhumi.Airport

Suvarnabhumi airport

Suvarnabhumi airport

Suvarnabhumi airport

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