Turtle House venduta: Addio alla ex-dimora di Tiziano Terzani

La Tourtle House è stata venduta. L’Ansa ha battuto la notizia martedì 13 Febbraio 2018 cancellando definitivamente le speranze di tutti coloro che hanno lottato negli ultimi anni affinchè questo non accadesse, in particolar modo l’associazione Dante Alighieri la quale voleva farne un centro culturale per Italiani a Bangkok. 

Sembrava che una join venture italo-tedesca riuscisse a convincere la proprietà Thailandese a non cedere il terreno ai costruttori così da mantenere la casa in vita nel ricordo di colui che l’ha resa famosa, della quale è divenuta simbolo e mecca, magari trasformandola in un polo culturale attivo su modello della Jim Thompson House.

Ma le spietate leggi dell’economia hanno avuto la meglio e a nulla sono servite le numerose iniziative di giornalisti, associazioni culturali, filantropi che amano Terzani e riconoscono il bagaglio culturale che questo grande giornalista e scrittore ci ha lasciato.

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Ingresso della Turtle House
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Giardino e Laghetto.
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Un’oasi fra i palazzi.

Per la mia generazione, Tiziano Terzani, è di più: è un avventuriero. un moderno Marco Polo che ha attraversato il sud est asiatico in lungo e in largo, testimoniandone i momenti storici critici, cercando di spingersi sempre al limite, sul confine fra osservatore passivo e outsider attivista. A volte ha superato quel confine, letteralmente, come in Vietnam durante la guerra americana, correndo dei rischi per raccontarci la sua Asia, amata profondamente, della quale ha goduto i frutti migliori ma che all’occorrenza ha saputo criticare aspramente, facendone a pezzi i suoi clichè, come col Giappone nel suo libro “Asia“. Un po’ filosofo, nichilista e sognatore allo stesso tempo, a volte pieno di se, sembra di conoscerlo, Tiziano, e tramite lui di conoscere l’Asia. La sua scrittura è semplice e asciutta, senza fronzoli. Si sposta con leggerezza da una nazione all’altra, da una crisi, a una guerra, a un’ opportunità, come le olimpiadi Coreane del 1988, sapendo quello che lascia ma non immaginandosi cosa può trovare oltre quel confine, oltre quel muro, spinto dal desiderio di conoscere, raccontare al mondo quello che sta accadendo e allo stesso tempo comprendere se stesso, in un viaggio che non sembra mai trovare una meta nemmeno quando gli viene diagnosticato un tumore; un viaggio che appare avere un senso principalmente nella trasformazione che porta in se. E’ anche attuale, Tiziano. Stendardo di un giornalismo finito in un periodo storico in cui le notizie sono anonime, spesso “fake”, create a tavolino per ottenere dei “like” e non un arricchimento culturale, in cui la verità è più spesso taciuta che raccontata, lui è l’esatto opposto: testimone oculare disposto a mettere sul piatto ciò di più prezioso ha, ovvero la sua vita, come garanzia dei suoi racconti.

Tiziano Terzani.

Tiziano Terzani visse in questa casa, su una via laterale del Soi 49, di Sukhumvit dal 1990 al 1994 menzionandola più volte nel suo libro “un indovino mi disse” e mai come oggi la descrizione che ne fece sembra veritiera “un’oasi di vecchio Siam in mezzo all’orrore del cemento”…che a breve la inghiottirà.

Arrivo innanzi al logoro recinto di bambù e vengo colpito dal verde del giardino che esso racchiude. Entro e conosco Kamsing, il fedele custode e giardiniere che da 35 anni accudisce la tradizionale casa di legno. Lui ha vissuto con la famiglia Terzani, ha visto la trasformazione della casa in ristorante e poi il fallimento del progetto, continua ad accogliere i visitatori ma ora ha poco tempo prima di dover lasciare quel luogo per sempre. Mi racconta senza tristezza che ha vissuto una vita in quel giardino incantato, curando le piante, tenendo da conto le delicate ed eleganti assi di legno e che ora ha qualche mese prima di dover andarsene, a casa della figlia prima e poi nella sua città d’origine, a nord. Gli piace parlare e fare da oste, dice che di giorno arrivano fino a 60 visitatori principalmente italiani, ma anche Tedeschi, Cinesi, Americani e che lui fa vedere la casa a tutti! Sulla mensola, in soggiorno, c’è la famosa fotografia in bianco e nero che ritrae la famiglia Terzani sotto il chiosco, a bordo del lago, dove vive la tartaruga che ha dato il nome alla casa e accanto vi sono un paio di libri.  Kamsing mi racconta che proprio qualche giorno prima, una signora insieme a due ragazzi, sono riusciti a fregarlo rubandone altri due in un momento di distrazione. Dice che la casa è stata venduta per 180 milioni di Bath (circa 4675000 €) e io gli chiedo perchè a quella misera cifra non se la sia comprata lui. Kamsing scoppia a ridere e mi dice che in tasca ha al massimo 20 bath.

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Kamsing
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La famiglia Terzani nella Turtle House.

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Dopo Bangkok la famiglia Terziani si spostò in India e Kamsing non ha mai più rivisto Tiziano mentre la moglie Angela e la figlia Saskia hanno avuto modo di visitare la casa per l’ultima volta due settimane fa, nell’ambito di una visita a Bangkok per inaugurare una biblioteca italiana intitolata a Tiziano presso la Bangkok University.

L’abbattimento di questo luogo mette tristezza, è una grossa occasione persa. Mi permetto di citare una frase da un articolo scritto da Teresa Pisanò nel suo Blog Asiamonamour, perchè non saprei sintetizzare meglio i miei pensieri nel varcare l’uscita della Turtle House, forse per la prima ed ultima volta: (perdendo la Turtle House)…”Noi perderemo un pezzo di storia e un patrimonio culturale e architettonico, un “luogo dell’anima” che ha affascinato e avvicinato milioni di persone all’Oriente attraverso le parole di Tiziano Terzani”.

«Turtle House era splendida la notte. I grattacieli che ci crescevano attorno ci toglievano ogni giorno più sole, ma quando calava la sera e Kamsing, il giardiniere, accendeva le lampade nascoste tra gli alberi, le fiaccole attorno allo stagno e le lucine a olio ai piedi delle statue di Ganesh e di Buddha nel giardino, la casa tornava ad avere quella calda, quieta magia tropicale che ci aveva fatto venire in Thailandia…»

Tiziano Terzani, Un indovino mi disse, 1994

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Io e Kamsing
Un quadro lasciato dalla famiglia Terzani.
Una sua citazione.

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5 thoughts on “Turtle House venduta: Addio alla ex-dimora di Tiziano Terzani”

  1. Mi sono commossa leggendo il tuo racconto, Zio Tinti!
    Grazie di aver condiviso il tuo viaggio. Davvero triste che le regole dell’economia non sappiano guardare oltre il profitto, distruggendo un luogo colmo di cultura, eredita’ di cui dovremmo poter godere.
    Grazie Tiziano dei tuoi scritti. Chi ti ama, li porta nel cuore.
    Debs

  2. Peccato era un altro punto d incontro per turisti visto che ormai più che Department store non ci sono

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